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Stress ossidativo: effetti dell'inquinamento sulla pelle

La nostra pelle è continuamente esposta ad agenti inquinanti ambientali e all'azione di diversi fattori che causano stress ossidativo come i raggi UV, il fumo di sigaretta e l'ozono (O3).

L'ozono è naturalmente presente nell'atmosfera terrestre ed è uno dei principali agenti ossidanti dello smog fotochimico, i suoi livelli infatti sono massimi nelle zone altamente inquinate e fortemente esposte alle radiazioni UV. Nella parte più alta dell'atmosfera, la stratosfera, a circa 20-30 chilometri dalla superficie della Terra, la quantità di ozono può raggiungere una concentrazione di 10 ppm. L'ozono contenuto nella stratosfera, che rappresenta la gran parte dell'ozono atmosferico, forma uno "strato filtrante" che agisce da barriera rispetto alle radiazioni nocive del sole. Al contrario, l'O3 presente nello strato più basso dell'atmosfera (la troposfera, a circa 15 chilometri dalla superficie terrestre) è pericoloso e nocivo per la salute del nostro pianeta.

Per conoscere le cause dello stress ossidativo, bisogna ricordare che negli ultimi dieci anni, numerosi studi hanno dimostrato l'effetto tossico dell'ozono sulla pelle ed il suo meccanismo d'azione. Questo gas non penetra nelle cellule ma ossida gli antiossidanti disponibili e reagisce istantaneamente con gli acidi grassi delle membrane cellulari per formare specie reattive dell'ossigeno (ROS) e prodotti di perossidazione. Lo strato corneo è stato identificato come il principale bersaglio del danno ossidativo. È stato dimostrato che una singola dose di O3 (10 ppm per 2 h) riduce in modo significativo la vitamina E applicata localmente e gli antiossidanti dello strato corneo. Per proteggersi dallo stress ossidativo, la pelle è provvista di un complesso sistema di sostanze antiossidanti ed enzimi. In generale, lo strato più superficiale della pelle, l'epidermide, contiene concentrazioni più alte di antiossidanti rispetto al derma.

La nostra pelle è esposta però ogni giorno non solo all'O3 ma a diversi agenti inquinanti ambientali come ad esempio i raggi UV. Pertanto, poichè l'O3 e gli UV cooperano a danneggiare i componenti dello strato corneo, si può supporre che essi esercitino effetti cumulativi anche sugli strati più profondi dell'epidermide. È stato dimostrato che la radiazione UV compromette l'integrità della barriera della pelle. L'O3 può amplificare questo fenomeno alterando i costituenti lipidici dello strato corneo che, come è noto, svolgono un ruolo fondamentale nell'effetto barriera. Poichè l'O3 potenzia l'effetto ossidativo dei raggi UV sullo strato corneo, non si può escludere che amplifichi anche altri effetti degli UV quali il fotoinvecchiamento. In conclusione, i dati "cumulativi" dimostrano che l'O3 e la radiazione UV, due note fonti ambientali di stress ossidativo, esplicano un'azione sinergica in termini di danno ossidativo della barriera cutanea.

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